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Da La Repubblica dell’ 8 Febbraio 2005

Il Posto insolito
L’Osteria Zi’ Pasqualina 50 anni senza cambiare mai

Inutile esibire l’insegna “Valleverde”. Depista. Da mezzo secolo ha nome, segreti e fascino da osteria. Zia Pasqualina ha 86 anni e presidia la cassa. Vi congeda come una volta, “Iddio vi benedica”. E controlla i piatti: che nessuno li cambi. Zia Pasqualina è la sentinella del suo passato. Nel ’52 apre con un campo di bocce e 10 posti. Due soli piatti: zuppa di fagioli e talli con alici sotto sale. La mezza botte di rosso. Commercianti di giorno, la sera i vecchietti di Atripalda con sigari e pipe.

Oggi puoi trovare anche un premio Nobel. Chi ha un ospite straniero lo porti qui. E’ un’emozione, diceva Gino veronelli che infilo l soffritto di “Zi’ Pasqualina” al secondo posto tra le delizie della Guida 2001. Con Enzo Ercolino, Presidente di Feudi, sono passati Petrini, il guru mondiale di Slow Food, e Roberto Anselmi, il veronese di Monteforte d’Alpone signore dei bianchi con il suo “Capitelli” e l’elicottero a portata di taxi. I cardiologi di Rochester, attori e musicisti del “Gesualdo” .
La cucina di Vincenza è un omaggio alle bisnonne dell’Irpinia: zuppa di sedano e patate, verdure dell’orto, ragù con fusilli, lagane e ceci e pomodoro, baccalà in rosso,agnello con patate. Sabino Alvino guida la famiglia: la moglie Bruna, i fratelli Lino e Anna, i cugini Mario e Maria. Non tollera altri. Ha buoni vini. Ma agli amici offre il suo.
Enologo, vanta un Taurasi in purezza, 4 anni, poco acciaio e molto legno in botte grande. Sentori di sottobosco, frutta rossa, un soffio di cacao. L’aveva dedicato a Rino “Rosso Cavaliere”. Il padre che non c’è più. Ma parla ancora tanto di lui questa immutabile tana del gusto. Dell’antica Osteria ha proprio tutto: grandi patti e buoni sentimenti.

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